Cosa c’entra il digiuno con il riciclo intelligente delle cellule?
Potrebbe sembrare una puntata di un cartone animato, ma le cellule sono sistemi così sofisticati ed intelligenti che praticano davvero il “riciclo” da molto prima che inventassimo l’ecologia.
In natura lo spreco non esiste, nulla si crea o si distrugge ma tutto si trasforma.
Ogni risorsa è preziosa e le cellule sono in grado di fare economia energetica in un modo davvero affascinante.
Nel loro continuo ed incessante lavoro di produzione di energia e di molecole per il funzionamento del nostro organismo e di riparazione dei danni, le cellule si trovano a dover gestire una grande quantità di sostanze di scarto.
La loro strategia si chiama autofagia.
Dal greco antico questa parola significa letteralmente “mangiare se stessi” e indica quel meccanismo che permette alla cellula di digerire tutto ciò che non serve più e riconvertirlo in materiale utile.
Questo sistema garantisce non solo di utilizzare le risorse in modo intelligente ma anche di mantenere l’equilibrio fisiologico e promuovere la salute.
Ciò che è dannoso o obsoleto viene trasformato in qualcosa di utile o eliminato.
L’autofagia ha richiamato sempre più attenzione nel mondo scientifico negli ultimi decenni perchè è stata collegata a svariate aree della salute umana, dalla difesa cellulare e immunitaria, alla regolazione dei livelli infiammatori, dalla neuroprotezione fino alla gestione di problemi metabolici e del peso.
Viene attivata in modo automatico e autoregolato, attraverso l’azione di specifici elementi che hanno il compito di segnalatori.
Persino la nostra dieta condiziona questo meccanismo virtuoso, ecco perchè negli ultimi anni hai sentito parlare sempre più spesso di digiuno come pratica di salute.
Se quando mangiamo il nostro organismo si attiva per raccogliere nutrienti, i momenti di digiuno che intercorrono tra i vari pasti sono dedicati alla riorganizzazione delle riserve energetiche.
Quando il nostro corpo percepisce abbondanza di risorse si attiva per immagazzinarle, quando invece percepisce carenza, l’autofagia è uno dei meccanismi principali con cui si assicura di non rimanere a corto di energie.
Sono state riconosciute alcune sostanze capaci di stimolare l’autofagia, come il resveratrolo, la spermidina e la polidatina (una forma più biodisponibile del resveratrolo), presenti in alcuni cibi come i frutti rossi e molti cereali e cibi vegetali.
Il digiuno controllato o intermittente e la restrizione calorica controllata sono pratiche molto utili per attivare l’autofagia.
È importante, però, evitare il fai-da-te, perchè stiamo interagendo (condizionandolo) con un processo fisiologico fondamentale per la nostra salute, antico e collaudato, e per il mantenimento di equilibri altamente sofisticati e delicati.
A cura della Dr.ssa Elisabetta Curiotto


